Storia di Muggiò

Muggiò oggi

Muggio’ e’ un comune della Regione Lombardia, appartenente alla Provincia di Monza e Brianza. La superficie totale del territorio comunale e’ di Kmq. 5,5764 – il centro del territorio comunale e’ situato a 45°35’34″ di latitudine, mentre la longitudine ovest, dal Meridiano di Monte Mario, e’ di 30°13’24″

La distanza dal capoluogo lombardo e’ di Km 16 e la sua posizione topografica, rispetto al meridiano passante per il centro di questa città , e’  leggermente a nord-est. Il paese giace su una terrazza pianeggiante, ad una quota massima di mt. 186 dal livello del mare, mentre la quota minima e’ a mt. 164.

Il numero degli abitanti al 31.12.2015  era di 23.403

Densita’ (popolazione/superficie) 4.273,35 ab/kmq

La Festa patronale S.S. Pietro e Paolo, cade la terza domenica di settembre.

Il giorno di mercato è il martedì.

Cenni storici

Il nome

Non sempre e’ facile trovare l’origine storica ed etimologica dei nomi con i quali oggi vengono denominati città e paesi.

Quando mancano dati precisi e certi, si deve procedere per supposizioni ed ipotesi più o meno fondate. Per il nome Muggiò non si sono potuti trovare documenti che spieghino il significato di una simile parola. Non resta perciò che consultare l’evolversi della denominazione, sino all’attuale, e considerare gli studi che si sono fatti in precedenza. In un volume “Nomi locali lombardi” il Prof. Salvioni (pag. 361) per quanto riguarda il nome Muggio’, spiega: “… poiche’ il paese si trova in una pianura ondulata, fertile di foraggi, si puo’ ricondurre il nome ad una forma latina METULATUS (da Metula=altura)…… E’ una ipotesi che regge assai poco e che non spiega nulla. Non ci resta che seguire il nome del nostro paese attraverso i più antichi documenti che conosciamo.

Il primo documento è del 879 ed in questo il paese e’ chiamato AMEGLAO.

Nel 912, in una carta del “Codice Diplomatico Monzese” appaiono due personaggi che vengono chiamati Guidobaldo e Gotifredi DE VICO MEGLAO.

Soltanto qualche secolo dopo il villaggio nostro ha gia’ cambiato nome: troviamo infatti, in una carta del 5 marzo 1196, un tal “Montino DE MIGLOE”.

Seguendo queste prime trasformazioni si potrebbe pensare ad una etimologia di origine gallica.

La denominazione “MIGLOE” resiste sino al 1398 quando, nella documentazione di un censimento svoltosi in quell’anno, risulta cosi’ chiamato il nostro paese, allora villaggio.

Nel XII secolo, il “Liber Notitiae Sanetorum” ricorda IN LOCO MIGIOE due chiese: l’una dedicata a S. Pietro e l’altra a S. Giuliana martire, nella località che conserva tuttora la chiesa (recentemente restaurata).

Nell’anno 1403, tra i vari personaggi contenuti in un lungo elenco di deputati di un ” Pio Luogo della Misericordia” di Milano, troviamo un tale Antonius DE MIGLOE.

La denominazione del nostro paese subisce una trasformazione in tutti i documenti religiosi del XV e XVI secolo; infatti negli Atti della Visita Pastorale fatta da S. Carlo Borromeo nel 1567 a Muggiò possiamo leggere. “…la Cappella della Madonna in castagno fuora MUGLOE si serri…” ed ancora, in un altro scritto del 1573, un visitatore annotava “…nelle chiese semplici e di nessuna entrata poste alla foresta: S Giuliana, S. Margherita, S. Rocco di MUGLOE, S. Maria in Castagno … ‘.

Queste documentazioni sono importanti non soltanto per il nome, ma anche perche’ ci indicano che il nostro paese a quell’epoca doveva avere soltanto poche case raggruppate attorno alla Chiesa se soltanto la Chiesa della Madonna del Castano veniva considerata… fuori Muggiò.

Il Card. Federico Borromeo fa una lunga descrizione del nostro paese, annotando la consistenza, il numero delle famiglie e la situazione economica delle stesse. Nel documento esistente presso l’archivio arcivescovile di Milano, con la lunga relazione c’e’ un’interessante mappa di tutta la Pieve di Desio , dove il borgo nostro viene indicato : “MUGLOVII” .

Se tuttavia esiste una ricca documentazione relativa al nome Muggiò, negli atti Ecclesiastici, perdiamo in questi secoli le notizie sicure della evoluzione del nome nel linguaggio volgare.

Sappiamo di preciso che nel 1476 il nostro borgo – denominato allora “MUGIO” – passa da Galeazzo Maria Sforza a Lucia Visconti Marliani ed in seguito a diverse altre ricche famiglie di notabili , da ultimo ai Manriquez. Con l’avvento della repubblica Cisalpina e con Napoleone Bonaparte ogni diritto feudale viene a cadere.

Il nome del nostro paese prese dalla bocca dei suoi abitanti ancora una “G” e ne risulto’ così definitivamente l’attuale denominazione: “MUGGIO’”.

 

Lo sviluppo economico

Nell’arco degli ultimi 40 anni l’agricoltura e’ quasi completamente scomparsa, a tutto vantaggio dell’artigianato e dell’industria del legno e del mobile e specialmente meccanica, con insediamenti di media grandezza.

Negli anni ’70 il forte calo nei settori manifatturiero e chimico, che pure avevano avuto tanta parte nell’economia locale, avrebbe determinato una vistosa disoccupazione, se in parte non vi avesse posto rimedio un notevole aumento delle imprese, per lo più di piccole dimensioni. Al censimento del 1981 risultava infatti che il 51.6% degli addetti lavorava in piccole imprese (fino a 10 addetti), il 17.3% in imprese di dimensioni modeste (da 1 a 20 addetti), il 19.2% in imprese medio – piccole (da 21 a 1 addetti) e l’ 1.8% in imprese medio – grandi (con oltre 100 addetti).

Un altro settore che ha per così dire “salvato” Muggiò dalla crisi è stato il commercio, già protagonista della crescita economica degli anni ’60. Dagli anni 90, purtroppo, si registra una pesante caduta di questo settore.

L’industria metalmeccanica ha conservato e potenziato il suo ruolo trainante, seguita dai settori alimentare, tessile e del legno; negli anni ’80 si e’ registrato anche un notevole aumento del terziario.

La nuova “zona artigianale” e gli insediamenti di aziende di prestigio sono la realta’ degli anni più recenti, ma anche la speranza per un futuro di certezze.